Verdone festeggia i 40 anni di carriera ma non dice una parola sulla Giunta Raggi da lui fortemente sostenuta



     (di Giorgio Mendicini)  Roma, 22 novembre 2018 - Carlo Verdone festeggia, con un libro fotografico di 100 suoi personaggi, i suoi 40 anni di carriera. Però non dice una parola sulla disastrosa giunta Raggi a cui lui ha dato un aiuto determinante assieme a decine di altri personaggi dello spettacolo. Ecco qui di seguito la lettera aperta che prima della scorsa estate, come semplice cittadino, mi sono permesso di indirizzare al bravo e simpatico regista-attore, relativa alle vicende della città di Roma, "città eterna", "caput mundi", Capitale d'Italia. Finora, però, nessun  cenno di risposta né a me e nè, soprattutto, ai romani:  "Egregio e stimato Carlo Verdone, se qualche giorno addietro non mi fosse capitato un bizzaro episodio, questa lettera aperta a Lei indirizzata, con ogni probabilità, non avrebbe mai visto la luce. Perciò comincio con il prologo di quanto accaduto. Ci siamo ritrovati in quattro amici al bar sotto casa mia e, parlando delle tristi vicissitudini che attraversa Roma in questo periodo, ad un  certo punto un componente della nostra allegra brigata se ne è uscito con questa frase: "Eh, ma pure quel Carlo Verdone, assieme a tanta gente del cinema, ha le sue responsabilità per la vittoria della Raggi!". Ebbene io, nel sentire una tale affermazione, mi sono voltato quasi di scatto verso colui che aveva parlato e, anche con una certa concitazione, ho cominciato a difendere Lei e i suoi colleghi artisti che, a detta del mio amico, tanto male avete fatto a Roma.
        "E' vero che Verdone - ho sostenuto nella mia difesa -  nell'autunno del 2105, se ben ricordo, ebbe a dire qualcosa del tipo 'Marino ha fallito, ora diamo fiducia ai 5 stelle', però non per questo gli si può gettare la croce addosso, senza aver prima riflettuto e dialogato. In fondo lui, pur essendo un grande del cinema, è un cittadino come noi e può benissimo ignorare, come ha dimostrato con le sue scelte profondamente sbagliate, i complessi meccanismi della politica. In fondo, ho concluso, Verdone si è laureato con una tesi sul cinema ed è perciò comprensibile che dei delicati equilibri e dei concetti-base della scienza politica lui non capisca un tubo. Sia cioè un perfetto ignorante di cose politiche che, con presunzione degna di miglior causa, s'impiccia di cose più grandi di lui".
         E via via mi sono accalorato in questa Sua difesa. Verdone, ho detto agli amici, adora a ragione la nostra città e nella sua ricerca del meglio per Roma ha considerato le novità che potessero sostituire la vecchia politica romana e ha valutato le nuove persone da appoggiare alle elezioni per il Campidoglio. "Il suo fondamentale errore - ho sottolineato agli amici - è stato quello di dimostrare una grande ignoranza delle regole di base della politica, affidandosi a un Movimento, quello del M5S, che rifiuta la democrazia rappresentativa e di conseguenza rifiuta l'autonomia dell'azione politica e istituzionale, ossia l'autonomia dei singoli rappresentanti politici". Ecco, ho proseguito, "sarebbe bastato che Verdone si fosse informato presso un qualsiasi onesto e sincero professore di Scienze Politiche, e avrebbe subito compreso, già molto prima delle votazioni per il Campidoglio, che con le dilettantesche e sconclusionate premesse teoriche elucubrate da Casaleggio padre -  una volta di fronte alla concreta realtà dell'amministrare - non solo non si va da nessuna parte, non solo si combinano pasticci a ripetizione ma si rischia di scivolare velocemente verso meccanismi autoritari". 
         "Perciò - ho continuato - proprio la totale ignoranza dimostrata da Verdone circa il valore insostituibile della democrazia rappresentativa, collaudata ormai da tempo nelle democrazie del mondo, ci dà la prova della sua totale e assoluta buona fede. Speriamo - ho concluso - che una persona intelligente come lui si ravveda il più presto possibile dell'errore, se già non lo ha fatto, anche per il bene di Roma e di tutti i romani. Con immutata stima, Giorgio Mendicini".
         Finora Verdone è rimasto defilato rispetto a questi argomenti...





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