Perché il M5S non è un partito nè un movimento nè una forza politica ma un Ufficio di Collocamento per disoccupati




      (di Giorgio Mendicini)  Gennaio 2018 - Era un po' di tempo che mi chiedevo perché gli aderenti o i militanti a 5 stelle siano così "causidici". Nel senso che ad ogni minimo dissenso - oltre che per divergenze più gravi come espulsioni o esclusioni da liste elettorali - si rivolgano a un Tribunale con esposti, denunce, querele, cause. A mia memoria i militanti o gli aderenti di nessun' altra forza politica del passato o del presente hanno questo tipo di comportamento. In fondo si tratta di formazioni politiche e in queste si reagisce con azioni politiche, non giudiziarie, nella maggior parte dei casi.
     La verità è che il M5S non è un partito politico nè un movimento nè alcunché di politico perché si tratta, molto più semplicemente, di un Ufficio di Collocamento dove gli iscritti, per la maggior parte giovani, acquisiscono tramite l'iscrizione il diritto ad essere presentati nei vari livelli di elezioni: locali, regionali o nazionali. E lo sta dimostrando ampiamente la vicenda di queste "parlamentarie" del M5S, per la scelta dei candidati alla Camera e al Senato. A proposito: non è che i grillini hanno votato contro l'abolizione del Senato per non avere meno posti a disposizione del loro Ufficio di Collocamento Disoccupati?
     In ogni caso tutto questo spiega ampiamente come mai questo rivolgersi subito ai Tribunali della Repubblica: ogni azione all'interno di quel MoVimento non rappresenta un atto politico ma un attentato a un posto di lavoro, e perciò i singoli si rivolgono immediatamente a un giudice.

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