PD vs M5S: perché la "pubblicità comparativa" fra i due soggetti andrebbe evitata. Oltretutto si legittima una formazione antidemocratica e antipolitica
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| Roberto Montanari |
Prendiamo il caso di Emmanuel Macron. Quando parla di politica, il leader francese adotta dei toni non scevri di quel tanto di sacralità che serve a sottolineare l'importanza dell'argomento. Sul piano dei contenuti e delle proposte evita accuratamente di "inseguire" quelli degli avversari, soprattutto quelli dell'antipolitica e del populismo. Il motivo è lampante: non dare valore ai contenuti degli avversari; non legittimare le loro proposte e quindi non legittimare le formazioni antipolitiche e populiste come credibili soggetti politici. E perciò anche sul piano del linguaggio Macron evita puntualmente di "inseguire" i toni e il lessico degli avversari populisti, che tendono invece a desacralizzare e ad annientare il valore della politica.
Dunque Macron rifugge da qualsiasi pubblicità comparativa tra la sua formazione politica e i populisti, per non correre il rischio di legittimarli. Il contrario avviene in Italia, dove perfino il PD non disdegna questo tipo di propaganda, magari sotto la spinta di qualche consulente d'oltreoceano che non comprende, forse, che la cultura europea non collima con quella americana. Un esempio che ho sotto mano è il discorso introduttivo del presidente della commissione elettorale del congresso Roberto Montanari all'assemblea del PD che ha proclamato segretario Matteo Renzi. Egli ha illustrato, con la dovuta ufficialità e solennità, i dati delle primarie, sottolinenando il valore della partecipazione popolare alle votazioni e l'unicità di un tale processo democratico nel panorama italiano. Ad un certo punto però, con grande mia sorpresa (visto il tono quasi sacrale usato in precedenza) Montanari ha cambiato tono e registro, è diventato quasi aggressivo e ha cominciato a paragonare le caratteristiche democratiche del PD con il "non partito del non Statuto".
"Questo non partito - ha detto testualmente Montanari - quando è unito e compatto, come un blocco di marmo, fa, e molte volte impone, lo streaming. Quando invece deve affrontare un problema che anche al suo interno comporta una discussione, un confronto fra opinioni diverse, si va a nascondere. Non si sa nemmeno dove si riuniscano, gli esponenti del non partito. Stanno al buio per non essere visti, per non essere ascoltati. Noi, quando abbiamo un problema ci confrontiamo pubblicamente. Se serve, organizziamo i gazebo, dove i giornalisti intervistano le persone in fila, scattano le foto. L'Istituto Cattaneo, ma anche tanti altri istituti, ci studiano e i loro esiti sono per noi degni di grandissima attenzione. Loro vanno al buio e noi siamo e stiamo alla luce del giorno. E la qualità di questa differenza deve essere considerata, deve essere addirittura pesata".
Ecco, forse esagero, ma questo cambiamento di tono e di registro mi ha sorpreso negativamente, perché ha spezzato il discorso ufficiale e solenne che Montanari aveva fatto fino a quel momento. Starei per dire che ha inficiato la solennità e l'ufficialità della proclamazione dei dati e del segretario del PD. E perché poi? Per sottolineare, con la tecnica aggressiva della pubblicità comparativa, alcune differenze tra PD e M5S che anche un cieco, se in buona fede, è in grado di vedere. Una sottolineatura inutile, quindi, e anche controproducente perché in cambio si è data, gratuitamente e senza contropartita, una legittimazione di soggetto politico al M5S. Ma se il PD, mi chiedo, si trova molti gradini più in altro dei grillini - in tutti i fattori che rendono valida una formazione politica - che bisogno c'era di "abbassarsi" al loro livello, con una pubblicità comparativa che, ripeto, ha finito per azzerare tutta la solennità e l'ufficialità del discorso che Montanari stava facendo fino a quel momento? Misteri della propaganda aggressiva all'americana...

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