Salvini e Di Maio i tribuni della piccola borghesia frustrata, impoverita e impaurita dalla crisi economica e dai migranti
Le impressionanti analogie tra i desideri e le aspirazioni della piccola borghesia degli anni '20, base sociale del Movimento fascista, e la piccola borghesia attuale che vota il populismo-sovranismo.
Ora noi sappiamo che la piccola borghesia frustrata, e impoverita dalla guerra del 1915-18, fu la base sociale del Movimento fascista, che anche nella sua definizione (Movimento) somiglia a qualcosa che conosciamo ai nostri giorni in Italia. Per comprendere certe analogie, vediamo come il rapporto tra la piccola borghesia e il Movimento fascista ci è stato magistralmente descritto dallo storico Renzo De Felice, attento studioso di quel periodo: "Mano a mano che si andavano ingrossando le sue file e pur aprendosi a tutti gli ambienti sociali, il fascismo si era caratterizzato sempre più in senso piccolo-borghese. In tal modo esso era diventato il più importante punto di riferimento e di attrazione per quei settori della piccola borghesia che aspiravano ad una propria maggiore partecipazione e direzione della vita sociale e politica nazionale, settori che non riconoscevano più alla classe dirigente tradizionale e a quella politica in specie né la capacità né la legittimità di governare, e, sia pur confusamente, contestavano anche l'assetto sociale che essa rappresentava".
Dato che queste considerazioni di De Felice sono state elaborate decenni fa, in tempi non sospetti, credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro per vedere chiaramente che due più due fa quattro.

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