Demonizzano Renzi per questioni "di bottega" ma anche perché lui è un comodo alibi per i loro fallimenti storici.
(di Giorgio Mendicini) 2 novembre 2018 - L'attuale, rovinosa involuzione della Cgil è la dimostrazione che nel DNA di una certa Sinistra italiana si sono sempre annidati tare ideologiche e difetti genetici che, a mio parere, hanno impedito il suo evolversi e il suo modernizzarsi di fronte alle nuove sfide della globalizzazione. E lo stesso sembra essere accaduto, in tutto il mondo, a quelle sinistre che non sono riuscite a liberarsi dei propri tabù ideologici, rimanendo disperatamente aggrappate a certe convinzioni "ortodosse" fino alla loro definitiva scomparsa.
Ci sono però brillanti esempi, sul piano personale, di esponenti della sinistra che si sono affrancati dalle tare ideologiche e che hanno dimostrato intelligenza e duttilità nell'affrontare i difficilissimi problemi odierni. Il primo che mi viene in mente è Marco Minniti, il quale ha compiuto l'intera traversata del deserto, dal PCI in poi, ma non - come succede a troppi suoi colleghi - per tornare al punto di partenza e ritrovarsi così in un vicolo cieco. Bensì per modernizzare la sua visione e la sua azione politica, spogliandosi dei paralizzanti orpelli ideologici che appesantiscono e schiacciano gli esponenti della "vera" sinistra nemica giurata di Matteo Renzi. Non a caso, infatti, Minniti agisce e collabora con Renzi: ma non tanto per fedeltà personale (come alcuni microcefali vanno cianciando) quanto per convinta adesione a una visione "moderna" della sinistra.
E per concludere, diciamolo chiaramente: nella guerra a Matteo Renzi ci possono essere anche interessi "di bottega", in ogni senso, ma è indubbio che il leader fiorentino viene ferocemente demonizzato - anche in momenti in cui ha poco potere - proprio per creare un comodo alibi ai fallimenti storici di una certa sinistra. In altre parole, senza poter scaricare su Renzi tutte le proprie colpe e le proprie enormi carenze, la sinistra si troverebbe sola con se stessa e sola di fronte allo specchio: non potendo far altro che vergognarsi e maledire se stessa.

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