La barca-Italia guidata dagli estremisti Lega e M5S rischia di affondare. L'imperativo è "stabilizzare il quadro politico".


Silvio Berlusconi, seguito come un'ombra da Gianni Letta, sale le scale del Nazareno per andare a incontrare Matteo Renzi

     (di Giorgio Mendicini) 4 aprile 2018 - Quando si è nel buio più fitto, la prima cosa che serve è un po' di luce. Ed io, che in questo mi sento fortunato, credo di avere ben due efficienti lampade per illuminare l'intricata situazione politica italiana. La prima di esse adotta un principio basato sugli insegnamenti di Machiavelli: qualsiasi azione politica che non abbia come primario fine l'interesse generale è destinata a rivelarsi, nel tempo, sicuramente un errore sia per chi agisce e sia per la comunità. Sembra un'affermazione ovvia, scontata e banale, ma basta guardare a come si stanno comportando le forze politiche italiane in questi giorni per comprendere che stanno facendo esattamente il contrario del principio machiavellico: pensano in primo luogo ai propri interessi di parte e mettono in soffitta l'interesse generale. Esse stanno agendo perciò, politicamente, in modo tale da arrecare gravi danni al Paese, anche a breve termine.
     La seconda lampada che può "illuminare" la situazione italiana è basata sugli insegnamenti di due grandi politologi, Angelo Panebianco e Giovanni Sartori (purtroppo scomparso). Essi ci dicono che, in una democrazia parlamentare, il quadro politico si stabilizza solo in due modi: 1) o c'è un bipartitismo i cui poli tendono a convergere al centro, a competere fra loro per conquistare l'elettorato più moderato; 2) oppure il centro dello schieramento è occupato in permanenza da un partito o da una coalizione di partiti e le forze estreme sono relegate all'opposizione. Il primo caso riguarda l'esperienza britannica; il secondo la situazione italiana ai tempi della "guerra fredda" e della DC.
     Senza tanti giri di parole, va qui affermato - come sostiene anche Panebianco - che le elezioni del 4 marzo hanno destabilizzato il quadro politico italiano, che ora si presenta con un bipartitismo "in nuce" a trazione estremista (Lega e M5S) mentre il centro è in significativo declino. Una situazione che non preannuncia nulla di buono, perché non si vede nè quando nè come un quadro politico dominato dagli estremisti e dagli apprendisti stregoni possa tornare a stabilizzarsi. Un filo di speranza, in tale direzione, è rappresentato dal PD e da Renzi, il quale fa benissimo per ora a rimanere fuori da questi giochi demenziali, senza capo nè coda. Nel prosieguo delle consultazioni si vedrà.
     Cosa ci potrebbe riservare il futuro? Per assurdo, una maggioranza di governo capace di fare un tentativo per stabilizzare il quadro politico sarebbe rappresentata dalla coalizione PD-Centrodestra, che vedrebbe la contemporanea presenza del Pd e di Forza Italia con tutta la forza dei loro elettorati moderati. Ma a questa coalizione "stabilizzante", e quindi utile per allontanare l'Italia dai maggiori pericoli, si oppongono sia una Lega a impronta salviniana sia la situazione interna del PD e il suo elettorato, che non comprenderebbe, e rifiuterebbe, questa sorta di "nuovo Nazareno".
     Un'altra maggioranza "stabilizzatrice" del quadro politico, almeno in via temporanea, potrebbe essere quella per un "governo del presidente" con l'apporto di tutte le forze politiche in campo. Anche se in questo caso la forza dei moderati - in minoranza - risulterebbe annacquata.
     Tutte le rimanenti combinazioni sarebbero meno efficaci, in vista di una stabilizzazione del quadro politico. Perciò sembra ragionevole prepararsi a tempi duri, con la barca-Italia sballottata dai flutti. E che Dio ce la mandi buona...!













































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