Berlusconi si è suicidato fornendo alla Lega una sponda moderata. Perché il PD dovrebbe fare lo stesso con il M5S?


     (di Giorgio Mendicini) 2 aprile 2018 - I risultati delle elezioni del 4 marzo, fra gli altri responsi, ha certificato il suicidio politico di Silvio Berlusconi. E sì, perchè il Cavaliere, fornendo con "Forza Italia" una sponda moderata alla Lega estremista di Salvini, ha messo in libera uscita milioni di voti - moderati, appunto - che hanno preferito rivolgersi all'alleato più incisivo e aggressivo, sia pure su posizioni estreme. Posizioni estreme che sono contrarie, però, al credo dei moderati e ai loro autentici interessi. Moderati i quali sono stati indirizzati sulla strada sbagliata, a loro non congeniale e non conveniente, proprio dall'errore madornale commesso da Berlusconi.
     Questa semplice e chiara lezione sembra essere ignorata, ad esempio, dagli orfani della defunta sinistra novecentesca ancora così presenti in Italia e nel PD. I quali si illudono che, inseguendo gli elettori  "di sinistra" finiti nel calderone del M5S, li si possa recuperare. Invece, come dimostra il suicidio politico di Berlusconi, se il PD malauguratamente fornisse agli invasati grillini la sua sponda moderata accadrebbe esattamente il contrario, con la prospettiva certa che altri votanti "moderati di sinistra" potrebbero venire attratti dalle sirene protestatarie.
     Perciò, i teorici di un sostegno del PD al M5S prendono una cantonata cosmica, illudendosi che un tale matrimonio contro natura possa stabilizzare il quadro politico italiano. Succederebbe esattamente il contrario: si avrebbe un mostro peggiore di quello di Frankenstein, ossia un bipolarimo dominato dalle estreme e un ulteriore indebolimento del "centro", o meglio la sua definitiva scomparsa. Cosa raramente successa al mondo, in un assetto politico funzionante e razionale. Come ci ha ricordato Angelo Panebianco, rifacendosi anche al compianto Giovanni Sartori.
      Nessun Paese del Pianeta, nessuna comunità nazionale, nessun quadro politico si è mai retto - e mai si potrà reggerte - su un bipolarismo fra le ali estreme e un "centro" inesistente. In poche parole, si andrebbe incontro a disastro epocale: già il voto del 4 marzo ha reso totalmente ininfluente l'Italia in Europa, come dimostra l'arroganza dei gendarmi francesi esplicatasi, guarda caso, proprio dopo il risultato autolesionista delle elezioni politiche; se poi si giungesse, da parte del PD, alla follia di appoggiare gli estremisti del M5S - oltretutto incapaci, ignoranti, analfabeti e presuntuosi - il percorso dell'Italia e degli italiani potrebbe finire in fondo al Mediterraneo...




















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