Napolitano dà l'ordine per l'attacco finale al bunker renziano. L'obiettivo? Il PD deve dare le sue ultime gocce di sangue per far nascere un governo grillino.
(di Giorgio Mendicini) - Al di là delle scenografie parlamentari e delle apparenze, i fatti politici più importanti di questi ultimi giorni sono stati il regolamento di conti interno al Centro-Destra e il durissimo attacco del Presidente emerito Giorgio Napolitano a Matteo Renzi. Ed è quest'ultimo che, come si vedrà più avanti, merita in questa fase la massima attenzione, perché ci fa capire come potrebbe svolgersi la prossima, delicatissima fase delle consultazioni al Quirinale per la formazione di un nuovo governo.
Preso a sé stante, il feroce e proditorio attacco di Napolitano a Matteo Renzi presenta degli aspetti a prima vista poco comprensibili, se non in chiave di un vile e meschino scarico di responsabilità per il risultato elettorale del centrosinistra. Visto anche il luogo e il momento, del tutto irrituali, in cui è stato sferrato. In realtà il vecchio comunista ha studiato nei minimi particolari l'aggressione al giovane leader, perché essa avesse il massimo di deterrenza non solo contro Matteo Renzi ma anche contro i parlamentari che sostengono la sua linea politica.
Giorgio Napolitano, quindi, ha scelto di parlare in diretta TV davanti alla Nazione intera e stando seduto a pochi metri di fronte alle sue "vittime", per schiacciarle e intimidirle - di fronte a tutti gli italiani - con tutto il peso del suo prestigio personale e della sua figura istituzionale. Un'azione totalmente irrituale, ma che doveva per forza esplicarsi in quella situazione e in quel momento per avere il massimo dell'efficacia politica.
Le durissime parole di Napolitano hanno suonato così la carica per il definitivo e distruttivo attacco contro il bunker renziano, con l'obiettivo di aprire finalmente la strada a una "collaborazione" del PD con il M5S in vista della nascita di un nuovo governo. Dunque, nei prossimi giorni il cannoneggiamento contro Renzi e i suoi fedelissimi probabilmente aumenterà di intensità, in appoggio all'azione di "convincimento" che verrà sviluppata da più parti, in maniera palese ed occulta.
Non va dimenticato, infatti, che il Presidente Mattarella incontrerà fra i primi, nel suo giro di consultazioni, proprio il suo predecessore emerito Giorgio Napolitano, il quale ha già illustrato "coram populo" cosa dirà all'inquilino del Colle: guerra a Renzi senza prigionieri e ultime gocce di sangue del PD a disposizione di Grillo e Di Maio per il nuovo governo. Che Dio ce la mandi buona!

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