Napolitano sembra sostenere l'idea di un governo grillino appoggiato dal PD. Che Mattarella ha già messo in conto


      (di Giorgio Mendicini) 28 marzo 2018 - Il primo squillo di tromba è partito qualche giorno fa da Giorgio Napolitano, nella cerimonia di apertura per i lavori del nuovo Senato, quando il Presidente emerito ha "massacrato" Matteo Renzi in diretta TV, di fronte a tutta la Nazione. Ed io ho subito pensato che quello di Napolitano fosse il segnale, alle bande armate antirenziane, di procedere per  l'ultimo e definitivo assalto al bunker del leader fiorentino. Tentando così di togliere di mezzo lo stesso Renzi e di aprire la strada a un governo M5S appoggiato dal PD. Ebbene, passano i giorni e meglio si comprende che questo scenario diventa sempre più verosimile. Soprattutto se si guarda alle risposte via via negative che Di Maio ha cominciato a riservare alle avance di Salvini.
      Alcuni significativi segnali di una tale deriva erano giunti già alla vigilia delle elezioni del 4 marzo, quando il Presidente Mattarella aveva accolto in maniera fin troppo accondiscendente l'irrituale e incostituzionale lista dei ministri presentata al Quirinale dallo scugnizzo Di Maio, capo delle bande grilline. In quell'occasione, i retroscenisti sostennero che oltre a Renzi si arrabbiò molto lo stesso Napolitano. Ma dopo il risultato del voto - frutto delle demenziali scelte di troppi italiani - sembra di capire che il Presidente emerito abbia cambiato opinione, sia per la sua natura pragmatica e sia perché forse sollecitato in segreto dal Capo della Commissione europea e da qualche cancelleria, come quella tedesca e francese. Senza dimenticare l'uscita di Veltroni, in perfetta sintonia con i desiderata di Mattarella per un governo grillino con il PD a fare da stampella. Così ora il fortino renziano si è ridotto all'osso, anche se questo non vuol dire che la battaglia sia persa.
      Nei prossimi giorni e settimane sembra scontato che il cannoneggiamento contro il Pd di Renzi, e la sua decisione di rimanere all'opposizione, aumenterà di volume e di intensità. Si sa per certo, ad esempio, che Mattarella è contrario ad elezioni anticipate, quindi non è difficile comprendere che sarà lui il perno attorno a cui si posizioneranno tutte le bande armate e tutti i singoli cecchini favorevoli ad un governo Di Maio appoggiato dal PD. L'ennesima donazione di sangue, forse la definitiva e mortale, che verrebbe richiesta al Partito Democratico "per il bene della Nazione".
      Inutile qui ricordare che la corrente mattarelliana dentro il partito è capeggiata da Gentiloni e da Franceschini. Ad essa si aggiungono i gentiluomini Orlando, Cuperlo ed Emiliano. Battitore libero, fuori dal partito, il già citato Veltroni al quale si devono aggiungere i miserabili transfughi di LeU.
P.S. Sto cominciando a convincermi che, contrariamente a quanto cercano di far credere certi sondaggisti, il M5S non è destinato ad aumentare nel caso di elezioni anticipate, ma anzi che rischia l'inizio di un declino.
       
     



















































































































































































































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