Il fallimento del M5S è anche il fallimento di chi sosteneva (sbagliando) che fosse tutta colpa dei politici e della politica

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       (di Giorgio Mendicini) 15 febbraio 2018 - Intendiamoci, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella avevano il diritto, scrivendo "La Casta", di criticare, anche aspramente, i politici italiani e quindi la Politica. Ma se pensavano di ottenere qualche risultato importante - oltre che fare le pulci alla maggiore istituzione democratica italiana, il Parlamento - bisogna dire che hanno fallito su tutta la linea. Anzi hanno fatto più danni che altro. Infatti ora scopriamo, tra le righe di un editoriale di Angelo Panebianco, che indebolire i politici ed esporli all'odio dei cittadini è servito solo a peggiorare la già precaria e ingovernabile situazione italiana: con le burocrazie, amministrative e giudiziarie, che spadroneggiano e bloccano l'Italia, facendola addirittura arretrare.
     "Lasciate a se stesse - scrive fra l'altro Panebianco ('La politica senza potere', corriere.it del 7 febbraio 2018) - quelle burocrazie ci preparano un futuro di autarchia e di declino economico e culturale. Chi fosse interessato a far restare il Paese nel mondo moderno dovrebbe porsi il problema di come tagliare loro le unghie". Finora, sostiene comunque Panebianco, "sono falliti tutti i tentativi avviati per riformare le amministraziioni o le magistrature, che sono state in grado di mobilitare l'opinione pubblica disinformata".
      E il fallimento di coloro che addossavano e addossano (con quanta buona fede?) tutte le responsabilità ai politici - ossia il fallimento di chi tenta di annientare la Politica  - viene oggi suggellato e certificato dalle furfantesche arlecchinate dei grillini e dei loro capibanda. Anche il loro è un fallimento epocale ormai acclarato, seppur facilmente prevedibile. Perché se è vero che il pesce puzza dalla testa, non basta cercare di cambiargli la testa medesima quando il corpo è già tutto marcio e in putrefazione da lungo tempo.

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