Perché "La Repubblica" ha manipolato le parole di Matteo Renzi su un'ipotetica intesa con Berlusconi?
Questo "No" diventa nel titolo di prima pagina "Renzi: mai con Berlusconi" (foto di apertura di questo articolo). Sembra una manipolazione di poco conto, innocente, invece - anche se l'aggiunta fosse stata fatta in buona fede - essa contiene una dose potenzialmente letale di veleno in quel "mai". Infatti subito dopo, sul web, si comincia a scrivere da parte di qualche accreditato commentatore che in politica non bisogna mai dire "mai" e che Renzi, come al solito, dice una cosa e poi ne farà un'altra. E aggiungono che quel "mai" la dice lunga sull'affidabilità del giovane leader fiorentino. Ma il segretaio del PD non ha pronunciato quell'avverbio di tempo, che invece gli è stato attribuito. Così come non ha pronunciato nell'intervista quell' "Escludo intese con Mr. spread" che gli viene invece attribuito, addirittura tra virgolette, nel sommario di prima pagina.
"Absit iniuria verbo" ma non possiamo fare a meno di notare che l'intervista è stata affidata proprio al nuovo ariete antirenziano de "La Repubblica", Tommaso Cerno. Come diceva la buonanima di Giulio Andreotti a pensar male del prossimo si fa peccato ma spesso si indovina...


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