Nuova legge elettorale: l'indegna gazzarra del M5S davanti al Parlamento, durante i lavori dell'Aula


Il Sindaco di Roma Virginia Raggi mentre fa un comizio contro i deputati che in Aula stanno discutendo della nuova legge elettorale

       (Giorgio Mendicini)  3 dicembre 2017 - Ora, a mente fredda, pare giusto e opportuno parlare dell’indegna gazzarra che il M5S, con tutti i suoi leader e leaderini, ha organizzato nell’ottobre scorso - in occasione dell’approvazione della nuova legge elettorale (Rosatellum) – davanti all’ingresso di Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento di tutti gli italiani. In primo luogo è da condannare senza appello il fatto che sia stato montato davanti a Montecitorio addirittura un palco, con dei potenti altoparlanti, da cui per giorni e giorni i parlamentari grillini (e non solo, purtroppo) hanno vomitato contro i loro colleghi deputati che stavano discutendo e approvando la legge. Palco montato magari con tanto di permesso dell’autorità comunale o di pubblica sicurezza. Permesso magari accordato nella convinzione – completamente fasulla – che in democrazia è lecito fare tutto e il contrario di tutto.
      In nessun Paese del mondo, sia pur ultrademocratico, si sarebbe dato alcun permesso del genere né sarebbe stata tollerata una tale pesante e indebita pressione verso la libera determinazione del Parlamento; una tale mancanza di rispetto verso il decoro di un’istituzione che rappresenta tutti gli italiani. Eppure, nel nostro Belpaese, non si è levata una sola voce, non dico per condannare ma solo per far notare la gravità di quel comportamento.
      Immaginiamo se nelle due democrazie per antonomasia, la Gran Bretagna e gli USA, sarebbe stato permesso un tale scempio davanti all’ingresso del palazzo di Westminster o del Capitolium. Ma anche nella più sbilenca delle democrazie ciò non avrebbe potuto verificarsi.
    
 

     Solo in Italia poteva avvenire una tale sciagurata rappresentazione, dimostrando ancora una volta davanti a tutto il mondo quanto sia debole – in milioni di italiani, purtroppo – l’amore e la considerazione per le istituzioni democratiche del nostro sfortunato Paese. E quanto sia grande l’odio di troppi nostri concittadini per le medesime istituzioni.
      Ha inoltre dimostrato quale sia il livello di consapevolezza istituzionale dell’ex comico genovese e dei suoi magnifici ragazzi. Cosicché, se il M5S dovesse solo avvicinarsi alle poltrone governative, a seguito delle prossime elezioni politiche, si può immaginare quale sarebbe la reazione dei mercati e degli speculatori internazionali. Cosa temutissima dalle stesse istituzioni europee.
      Vero è che moltissimi elettori del M5S “credono” (sbagliando in maniera catastrofica) di non aver più nulla da perdere a rovesciate il tavolo, a far “sbranare” l’Italia dalla speculazione internazionale. Ma questa è pura follia e crassa ignoranza, perfino dei propri autentici interessi. Guardiamo a cosa è successo in Gran Bretagna: coloro che hanno votato per la brexit hanno creduto alle menzogne che indicavano un recupero di montagne di denaro con l’uscita dalla Ue; e ora si trovano a dover pagare almeno 55 miliardi di euro per definire il divorzio dall’Europa. Senza contare i miliardi e miliardi già perduti per le aziende che fuggono da Londra o per il trasferimento delle Agenzie europee per i farmaci e le banche.
Parlamentari del M5S arringano la folla, a pochi passi dall'ingresso del Parlamento e con potenti altoparlanti, mentre i deputati stanno discutendo in Aula della nuova legge elettorale

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