Urbano Cairo e Enrico Mentana: il gatto e la volpe che vogliono mandare i grillini (o chi per loro) a Palazzo Chigi ma non gradiscono che lo si sappia

Urbano Cairo
      (di Giorgio Mendicini) Roma, 9 aprile 2017 - Un protagonista della grande comunicazione, esterno al M5S, che io giudico il più importante per il Movimento - assieme ad Enrico Mentana - ha disertato ieri la kermesse domenicale di Ivrea in ricordo di Gianroberto Casaleggio. E lo ha fatto, a mio parere, con un preciso calcolo: mostrare che lui non è affatto vicino al grillismo ma che, come editore "puro", è perfettamente neutrale. Sto parlando di Urbano Cairo, l'editore rampante allievo di Berlusconi, che Giuliano Ferrara - profondo conoscitore della palude italiana - finge di non saper decifrare, chiedendosi un po' sul serio e un po' ironicamente "Dove vuole andare Urbano Cairo" (Il Foglio di venerdì 7 aprile).
      Secondo me, e non solo secondo me, Cairo è determinante per i grillismo, a cui  offre l'appoggio incondizionato della sua rete tv, La7, esaltandone così quotidianamente la legittimazione come forza di governo. Però lui - che furbescamente ha detto la sua, in un'intervista a "Il Giornale", proprio nel giorno in cui ha disertato il convegno casaleggiano - si schermisce con quel suo sorriso da presa per i fondelli e con quella sua faccia da schiaffi: "La7 - dice - ha ospitato Renzi, gli altri esponenti del centrosinistra e del centrodestra e quelli del Cinque Stelle", come a voler dire che è equidistante. Ma poi ci tiene, eccome, a precisare che lui, Urbano Cairo, era stato certo invitato da Casaleggio ma ha preferito non andare a Ivrea.
       Ma chi vuol prendere in giro? Basti pensare che il suo quotidiano "Corriere della Sera" (che una volta, tempo fa, era il più autorevole in Italia) ha fatto una enorme pubblicità gratuita alla kermesse casaleggiana di Ivrea, pubblicando con grande evidenza una letterina a base di slogan di Davide Casaleggio in cui si spiegavano le motivazioni del raduno. E Cairo, con candida faccia tosta, ha il coraggio di dichiarare a "Il Giornale" quanto segue: "La lettera l'ho letta anche io sul giornale. Luciano Fontana, direttore del Corriere, non mi ha informato che l'avrebbe pubblicata e ovviamente non doveva farlo. Non siamo un giornale di partito, non sono un editore interventista, rispetto l'autonomia dei direttori e dei giornalisti". Un ameno ritornello, questo, che abbiamo sentito innumerevoli volte dal suo ex datore di lavoro e maestro Silvio Berlusconi, autore dell'editto bulgaro contro tre giornalisti. 
       Ma chi vuol prendere in giro, Urbano Cairo? Ormai lo hanno capito anche i sassi che La7 è al servizio di Grillo e della Casaleggio&C. E dove voglia arrivare Urbano Cairo cominciano e chiederselo in molti. Intanto si sa che, pur non essendo andato a Ivrea, si era in precedenza recato allo spettacolo milanese di Beppe Grillo, facendosi notare da tutti in prima fila.
        Alla kermesse di Ivrea era invece presente l'ufficiale in seconda di La7, il vulcanico Enrico Mentana. Il quale ha fatto, dal palco, alcune critiche (non determinanti) al M5S, tanto per allontanare qualsiasi sospetto di fiancheggiamento. E poi si è affrettato a dichiarare davanti alle telecamere dei cronisti che no, lui non è diventato casaleggiano ma è sempre "quello di prima". Peccato che quasi tutti commentatori dei quotidiani abbiano dato per scontato, invece, che il convegno organizzato da Casaleggio aveva un solo scopo: accreditare, attraverso la presenza di autorevoli personaggi della società civile, la capacità "di governo" del grillismo (che se dovesse esclusivamente far conto sulle sue risorse interne non avrebbe molta fiducia da parte degli italiani). Dunque Enrico Mentana, con la sua sola presenza alla kermesse di Ivrea - e lui, come il suo editore, era ed è perfettamente cosciente di ciò - ha mandato un preciso messaggio agli italiani: votate tranquillamente il M5S e mandatelo al governo perché ne è all'altezza, parola di Mentana-Cairo. Stesso discorso vale per gli altri "personaggi" presenti a Ivrea: Antonio Di Pietro, Andrea De Logu, Domenico De Masi, Massimo Colomban, Arturo Artom, Gianluigi Nuzzi, Gianluigi Paragone, Marco Travaglio, Franco Bechis, Fabio Vaccarono, Nicola Bedin, Paolo Magri, Carlo Freccero, Aldo Giannuli, Ermanno Leo, Sebastiano Ardita, Marcello Minenna.
        Senza contare che il direttore del TG di La7 si è lasciato sfuggire, al termine del convegno, una valutazione che la dice lunga: "A me - ha detto, secondo quanto riferito da Annalisa Cuzzocrea su "La Repubblica" - l'esordio in Tv del giovane Casaleggio ricorda il 1995, quando la discesa in campo di Prodi fu sancita da un'intervista Tv nel salotto di Costanzo". Addirittura il paragone con  Prodi! Mentana datti una regolata! E infine c'è un altro aspetto che il direttore del TG di La7 affronta spesso e ha ripetuto ai cronisti dopo il convegno di Ivrea e cioè che "i cinque stelle hanno meno pesi di altri sul fronte della questione morale...". Un'altra spintarella verso Palazzo Chigi.

Commenti

  1. Bravissimo! L'elenco dei personaggi che citi nel penultimo capoverso del post - che condivido in toto - è più o meno il parterre che quotidianamente ci offre la programmazione de La7 nei suoi talk.

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