La Procura di Roma accusa di falso il carabiniere dell'indagine Consip. Ma Liana Milella ("La Repubblica") ha già deciso che si tratta di un errore.
(di Giorgio Mendicini) Roma 17 aprile 2017 - La procura di Roma, come è a tutti noto, ha accusato di falso il capitano dei carabinieri Gianpaolo Scafarto, ipotizzando che lo stesso abbia manipolato nelle sue informative gli indizi (o prove?) a carico del padre di Matteo Renzi, nell'inchiesta Consip. Ora l'indagine farà il suo corso.
Ma qualcuno, senza attendere le conclusioni dell'indagine, ha già deciso che quelli del capitano Scarfato sono solo dei banali errori, delle semplici sviste. Si tratta della cronista giudiziaria de "La Repubblica" Liana Milella, la quale appunto comincia così il suo pezzo di ieri su quel quotidiano: "Un decalogo sui rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria. A questo lavorerà il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) dopo il caso Consip e l'errore del capitano Scafarto". Capito, la cronista giudiziaria? In pratica una specialista del settore, come Marco Travaglio!
Ma qualcuno, senza attendere le conclusioni dell'indagine, ha già deciso che quelli del capitano Scarfato sono solo dei banali errori, delle semplici sviste. Si tratta della cronista giudiziaria de "La Repubblica" Liana Milella, la quale appunto comincia così il suo pezzo di ieri su quel quotidiano: "Un decalogo sui rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria. A questo lavorerà il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) dopo il caso Consip e l'errore del capitano Scafarto". Capito, la cronista giudiziaria? In pratica una specialista del settore, come Marco Travaglio!
Che poi...se è un errore vuol dire che siamo in mano a degli incapaci...che ognuno di noi potrebbe essere vittima di questi inetti. Mi sembra addirittura più grave l'errore che la manipolazione dolosa...un complotto viene fatto a danno di personaggi importanti (e quindi è limitato)...l'errore può colpire chiunque.
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