Ilvo Diamanti, il "politologo" che sta orientando molti italiani a votare M5S, ossia contro i loro stessi interessi
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| Ilvo Diamanti |
Panebianco propone alcune analogie fra le prossime nostre elezioni politiche e quelle del 1948, quando gli italiani furono chiamati a scegliere fra l'Occidente, il Patto Atlantico e gli USA contro l'Unione Sovietica e il regime comunista. E sottolinea: "A differenza di quanto accadde nel 1948, il grosso dell'opinione pubblica questa volta avrebbe scarsa consapevolezza della posta in gioco. Allora era chiaro a quasi tutti gli italiani che si stava decidendo il futuro del Paese, la scelta fra Occidente e Oriente e, per essa, fra liberaldemocrazia e comunismo". L' opinione di Panebianco è che oggi le cose andrebbero diversamente da allora perché "la scelta di campo si presenterebbe in modo molto più ambiguo e sfumato" e perché le forze antisistema filorusse (M5S e Lega) confonderebbero le acque con la loro propaganda e impedirebbero agli elettori di mettere bene a fuoco le implicazioni internazionali delle future scelte dei votanti.
Quindi, Panebianco mette a fuoco lo scenario: dopo il bombardamento in Siria, una eventuale "normalizzazione" della politica estera di Trump, nel solco delle presidenze repubblicane classiche, "potrebbe, da un lato, riconciliare con l'America quella parte di europei che hanno fin qui guardato con sgomento le mosse del nuovo presidente americano e, dall'altro, gli assicurerebbe la feroce e duratura inimicizia del 'partito russo' europeo". In questo caso, sostiene Panebianco, proprio come nel 1948, i partiti antisistema "proporrebbero al nostro Paese di sciogliere i nostri legami con il mondo Occidentale (dicedo no sia alla Nato e sia all'Unione Europea) e di stringere un'alleanza con i Russi".
Fin qui Panebianco, il quale poi non si addentra nelle conseguenze strategiche ed economiche di quella scelta. Lo facciamo noi, partendo da quanto scrive su "La Repubblica" Ilvo Diamanti, il quale prosegue imperterrito nella sua opera di accreditamento e di legittimazione del grillismo. Mentre dall'altra continua il tentativo di delegittimazione del PD, che senza essere neppure nominato, viene da lui collocato "in uno spazio politico 'senza stelle' " dove "si agitano post-partiti divisi oppure cresciuti all'ombra del Capo" e che, nella visione ideologizzata di Diamanti, sono "oggi logorati dal declino del Capo e dalla competizione fra capi non altrettanto autorevoli".
Ma dove Diamanti precipita in un vero e proprio "sfondone" è quando sostiene la seguente bislacca tesi, ossia che il M5S è "un partito pigliatutti, che batte sul tasto dell'innovazione e del futuro, per caratterizzare il marchio della sua offerta politica sul piano generazionale". E qui il nostro
politologo commette il grossolano errore di confondere lo spregiudicato uso del web, come fanno i grillini, con un'innovazione tecnologica che è di tutt'altra natura e collocazione.
Innovazione chiaramente identificabile nell'industria 4.0, che ha molto poco a che vedere con le "competenze" della Casaleggio & C. Innovazione che, come spiega il professor Enrico Moretti - insegnante a Berkeley, autore del volume "La nuova geografia del lavoro" e ascoltatissimo consigliere in USA - si sviluppa nei "cluster" (grappoli) che nascono dal basso, come nella Silicon Valley o a Seattle. "Nei prossimi venti-trent'anni - dice Moretti - i posti di lavoro verranno da produzioni ad alta innovazione, cioè da produzioni non facilmente delocalizzabili". Lo stesso professor Moretti, che ha avuto di recente un lungo colloqio con Matteo Renzi in visita nella Silicon Valley, ricorda poi i numerosi nuovi posti di lavoro creati nelle industrie innovative di San Francisco e di Pittsburgh, che si occupano di automobili e di camion senza conducente. In questi "grappoli", ricorda Moretti, le migliori aziende si installano l'una accanto all'altra e danno la caccia ai migliori talenti, in un effetto-domino infinito. Ed ogni nuovo addetto "tecnologico", ha calcolato Moretti, produce 5 nuovi posti di lavoro nei servizi mentre ogni nuovo addetto alle manifatture tradizionali produce solo 1,6 nuovi posti nei servizi, qualificati e non.
Senza contare che gli altri due grandi e modernissimi "cluster" a livello mondiale, finanziati però dallo Stato, si trovano in Israele e a Taiwan.
Non si capisce, perciò, di quale "innovazione" vada favoleggiando Ilvo Diamanti riferendosi al M5S. Al contrario, un'eventuale vittoria elettorale dei movimenti antisistema in Italia porterebbe solo a un disastro produttivo e occupazionale, dal momento che la Russia non ha nient'altro da offrire che materie prime (ricavabili peraltro da altre Nazioni) o tecnologie non certo avanzate e diffuse come quelle americane. Perciò, questa propensione di Diamanti a credere in Grillo e nei 5 stelle porterebbe a un solo risultato: spingere numerosissimi italiani a votare contro i propri reali e concreti interessi. Una conclusione da incubo!

Mi piacerebbe sapere in cosa consiste l'industrializzazione 4 punto zero, e quanti italiani hanno capito di cosa si tratta. Forse è tutto qui il nostro limite.
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