Le tecniche russe di propaganda introdotte dal M5S in Italia che inquinano l'informazione nel nostro Paese


       (di Mose Skanderbeg) - Milano, 28 aprile 2017 - Sono diventati quasi una barzelletta, sui mass media, gli strafalcioni e le gaffe del vicepresidente della Camera on. Luigi Di Maio il quale, inoltre, continua tranquillamente a diffondere castronerie, dati improbabili e teorie strampalate su ogni argomento che tratta. Però attenzione: sui mass media! Perché se si va tra i suoi elettori, o potenziali tali, non solo il suo gradimento non cala ma addirittura cresce. Ormai, quindi, sono in tanti ad arrovellarsi sulle cause del fenomeno e a chiedersi, quasi sgomenti, come ciò possa avvenire.
      La spiegazione esiste, ed è chiarissima, a condizione che si abbandoni il tradizionale ambito informativo o culturale, a cui siamo abituati, e che ci si muova invece su un terreno nuovo, che ha poco a che vedere con l'informazione e con i vecchi mass media: questo terreno è quello delle tecniche propagandistiche di guerra, che prescindono completamente dai contenuti. Più precisamente si tratta del modern warfare informations, moderni metodi di propaganda militare (di cui i russi sono maestri), che a quanto pare sono stati assimilati alla perfezione dalla Casaleggio&C., fonte di ogni input che riguarda non solo le iniziative pratiche ma anche quelle semplicemente verbali ed espositive dei 5 stelle.
      Il fenomeno che tanto meraviglia e che premia le castronerie dell'on. Luigi Di Maio è conosciuto dai sociologi, e dagli esperti della propaganda di guerra, come backfire effect (effetto fuoco-di-ritorno, effetto controproducente) e si basa su una "regola" da tempo nota agli scienziati sociali: le persone disinformate tendono generalmente a non cambiare idea una volta messe di fronte a fatti che contrastano e mettono in discussione le loro opinioni ma anzi, oltre a non cambiare idea, tendono addirittura a rafforzarsi nelle loro opinioni e teorie sbagliate.  Ecco perché, quando si controbatte alle castronerie di Di Maio o di Grillo con dei fatti (fact checking) il più delle volte si ottiene l'effetto contrario, presso il loro elettorato, e si mette in moto il backfire effect, con il risultato di fidelizzare ancor di più gli elettori effettivi e quelli potenziali.
        Proprio così si spiega come e perché gli elettori a 5 stelle - in parte disinformati e in parte indottrinati dal guru Grillo, su indicazione dei professionisti di warfare informatios della Casaleggio&C. -  non solo non cambiano idea ma si rafforzano sempre più nell'attaccamento alle proprie convinzioni e nel gradimento di personaggi come Di Maio o Di Battista. E' questa la tremenda forza persuasiva del backfire effect, e Beppe Grillo lo sa alla perfezione e non si preoccupa minimamente per il suo pupillo Di Maio.
      In tutto ciò i contenuti, i fatti non c'entrano per nulla. E ben lo sanno i propagandisti della Casaleggio&C che hanno imparato a puntino da maestri superesperti. Presumibilmente russi, visto il tipo di tecniche usate. Fra queste ultime c'è la cosiddetta Maskirovka, letteralmente "travestimento, camuffamento, occultamento". Si tratta di una strategia che vuole ingannare e spiazzare l'avversario creando e ampliando una sorta di "nebbia", con l'uso contemporaneo di guerra psicologica e di guerra informativa. E' una tecnica largamente usata sul blog di Grillo, che spesso lancia proposte e teorie all'apparenza strampalate e irrealistiche ma che invece, scientemente, hanno il solo scopo di disorientare l'avversario. Il quale si trova, appunto, nella "nebbia" e quindi è impreparato a ribattere con efficacia oppure reagisce in modo sbagliato (ma "giusto" dal punto di vista di Grillo), provocando così quel tremendo backfire effect che finisce per fidelizzare ancora di più le truppe grilline e, addirittura, le può allargare a nuovi adepti.
      Un'altra tecnica propagandistica molto efficace, in cui i russi sono maestri, è la Kompromat (letteralmente "materiale compromettente"). Si tratta del nostro dossier, contenente informazioni e materiali che possono screditare politici e altri personaggi pubblici, o comunque metterli in cattiva luce. Come è ben noto, questa tecnica viene usata largamente dai grillini, non solo per combattere gli avversari politici ma anche per condurre feroci guerre al loro interno, che di solito sono all'ultimo sangue e "senza prigionieri". Basti vedere i falsi dossier prodotti a Roma contro l'avvocato De Vito per impedirgli di presentarsi come candidato sindaco e favorire così Virginia Raggi.
(N.B. Alcune informazioni sulle tecniche propagandistiche sono tratte da StopFake, un'organizzazione di un Paese dell'Europa dell'Est di controinformazione e di contropropaganda).
       
      

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