Roma, 21 febbraio 2017 - L'Italia, ça va sans dire, è uno strano Paese. A parere di molti, anzi di moltissimi, gli italiani si sono ferocemente divisi e lacerati sul referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Però quando si tratta di usare la Costituzione secondo la sua più autentica natura, ossia come bussola per orientarsi nell'arcipelago della vita sociale, politica e istituzionale, i medesimi italiani vengo colti da improvvisa amnesia. E la Costituzione, a seconda delle convenienze, o viene trattata alla stregua di carta straccia, e bellamente ignorata, oppure viene impugnata come una pesante clava da sbatacchiare sui denti degli avversari.
Come nel caso del M5S, la cui organizzazione interna e le cui pericolose elucubrazioni sulla democrazia diretta sono totalmente al di fuori dello spirito e della lettera della nostra Carta fondamentale. Nonostante questo, ho visto pochi in questi anni - tranne i tanti nel PD - alzare il ditino per dire che "il re è nudo", ossia che Grillo e il suo Movimento sono fuori dalla Costituzione e che somigliano molto alle squadracce fasciste con maganelli e olio di ricino!
Prendendola un po' alla larga, noto che il movimento di Grillo in tutti questi anni ha goduto - e sembra godere oggi più che mai - della benevolenza un po' paternalista e un po' ruffiana di inumerevoli firme giornalistiche, di intellettuali, di politologi, di cosituzionalisti. "Sono giovani e puri - si sente dire, tartufescamente - sono entusiati e onesti, anche se inesperti. Ma si faranno e potranno così portare la Nazione a risalire la china e a raggiungere nuovi ambiziosi traguardi". Ignobili balle, bufale stratosferiche - dico io - perché basta guardare laddove i grillini hanno ottenuto la responsabilità di istituzioni locali, anche importanti, per comprendere la loro vera natura: piccolo-borghesi rosi dalla "fame arretrata", e perciò frustrati e assetati di occasioni di guadagno; disposti a tutto pur di ottenere i loro benefici da ladri di polli; totalmente incapaci anche solo di volgere lo sguardo al bene pubblico, agli interessi di tutta la propria comunità. Tranne qualche piccola eccezione come Pizzarotti a Parma, il quale però, puntualmente, è stato subito cacciato a calci nel sedere.
Diciamolo chiaramente, un movimento come il M5S è fuori dallo spirito e dalla lettera della Costituzione italiana perché rifiuta la democrazia rappresentativa e di conseguenza rifiuta l'autonomia dell'azione politica e istituzionale, ossia l'autonomia dei singoli rappresentanti politici. Mentre proprio questi ultimi sono fra i cardini di quella nostra Carta fondamentale che, solo per convenienza e con una faccia tosta degna di miglior causa, i grillini hanno detto di voler difendere con il NO al referendum del 4 dicembre 2016. Esattamente il contrario di quanto Grillo e i suoi professano nelle loro strampalate e pericolose teorie. E questo fatto, a mio parere, si può chiamare con un solo nome, FASCISMO, sì cento volte FASCISMO. Culturale e nei metodi prima ancora che politico.
E per questo motivo che oggi noi tutti sappiamo - anche se molti fanno finta di non vedere - come fosse pienamente giustificata la posizione dei nostri Padri Costituenti nei confronti dell'autonomia della politica e dei singoli politici, senza vincolo di mandato. Ciò perché si usciva da una disastrosa dittatura e bisognava impedire che si riproducessero le condizioni per qualche altra avventura autoritaria in Italia. Al contrario, le billanti menti di Grillo e Casaleggio (padre) cosa si vanno a inventare? Un bel contratto-capestro obbligatorio fra gli eletti del M5S e una società privata, con il preciso intento di scavalcare e di ignorare il dettato costituzionale. Per tarpare le ali ad ogni possibile autonomia dei rappresentanti eletti (dal popolo?) del M5S. FASCISTI, CENTO VOLTE FASCISTI! (Giorgio Mendicini)

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