La cantonata cosmica di Goffredo Bettini e di Pierluigi Bersani, che giudicano "innocuo" e perfino "utile" politicamente Grillo e il M5S
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| Goffredo Bettini |
Queste considerazioni, richiamano quelle da sempre espresse pubblicamente da Pierluigi Bersani su Grillo e sul M5S, nel senso di giudicare il Movimento come collocato "al centro" dello schieramento politico italiano e quindi, aggiungo io, potenziale partner in un'alleanza politica con un PD non più guidato da Matteo Renzi. Nella visione molto angusta e provinciale di Bersani, dunque, Grillo non rappresenterebbe un pericolo per la democrazia italiana - un suo avversario irriducibile - ma addirittura una possibile risorsa.
C'è da rimanere esterrefatti! Due fra i più navigati politici italiani non si rendono conto del pericolo mortale che rappresentano Grillo e il suo movimento per la democrazia italiana e per il Paese! In quanto gli unici a poter coagulare una maggioranza parlamentare (sia pur relativa) assemblando i seguenti micidiali ingredienti : 1) posizioni genericamente di destra e di estrema destra; 2) la incancrenita avversione alla "vecchia" politica; 3) i rabbiosi e radicati sentimenti anti-sistema; 4) la permanente protesta sociale.
E vediamo dove e perché i due si sbagliano, e di grosso. Ieri Bersani, nel suo intervento in Direzione, ha sbandierato ancora una volta il pericolo di una Destra populista in Italia, pensando evidentemente alla Le Pen e anche a Trump e alla Brexit. Ed è proprio qui il punto in cui Bettini e Bersani - ma non solo loro - prendono una cantonata cosmica, dettata essenzialmente dalla visione limitata e provinciale che hanno molti politici italiani. E dettata anche dalla loro voglia di sbandierare lo spauracchio del possibile avvento di una destra "sovranista" nel nostro Paese. Sbagliano di grosso, ripeto, perché l'avvento di una destra alla Le Pen, alla Trump o alla Brexit non è prevedibile nel nostro Paese, proprio per il loro carattere spiccatamente "nazionalista". Ossia per una caratteristica che se venisse proposta come tale agli italiani riceverebbe in cambio solo un coro di sonore pernacchie.
Infatti, il leghista Salvini non fa leva su sentimenti "nazionalisti" per chiedere voti ma sulla xenofobia e sul razzismo: perché perfino lui di rende contro che se si richiamasse a sentimenti "nazionali" riceverebbe in cambio, come ho detto, delle sonore pernacchie. Dunque Salvini, a differenza di Grillo, non è in grado di coagulare una maggioranza pericolosa. Stesso discorso, ma più in piccolo, per la Meloni.
Non rimane che Grillo, il pericolo mortale che Bettini e Bersani sottovalutano. Grillo, infatti, proprio per il mestiere che faceva ha girato in lungo e in largo il nostro Paese, ha parlato con migliaia di persone e si è reso conto perfettamente della seguenti cose: a) l'Italia è nettamente divisa, fra Nord e Sud, non solo sul piano territoriale ma sul piano delle infrastrutture, della situazione economica, del reddito, del livello culturale, della situazione sociale e chi più ne ha più ne metta...; b) l'Italia è letteralmente frantumata sul piano politico, in faide permaneti fra diverse formazioni sociali, fra bande, fra corporazioni e chi più ne ha più ne metta...; c) la massa degli italiani non stravede per le radici su cui si è formata la nazione, ossia non ama alla follia il Risorgimento; d) la retorica dei partiti di massa, DC e PCI, ha sempre aborrito il termine "nazione" perché richiamava il nazionalismo aggressivo praticato dal fascismo.
In conclusione, nel nostro Paese - a differenza che in Francia, negli USA, in GB, in Germania, in Spagna, in Grecia - chiedere voti in base alla "spirito nazionale" otterrebbe un effetto ridicolo. Dunque, come si è detto all'inizio, nel nostro Paese l'unica destra veramente pericolosa, mortale per la democrazia, sarebbe quella coagulata da Grillo, in base al sentimento politico, negativo e disgregante, che gli italiani coltivano da secoli: IL RIBELLISMO ANARCOIDE. Questo, e solo questo, è il vero pericolo "che viene da destra" in Italia.

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