Africa e popolazione: perché far nascere sempre più bambini tra gli stenti, la fame, le malattie, la povertà, l'ignoranza?

         (di Giorgio Mendicini) Roma, 1 gennaio 2017 - I vescovi italiani, tramite la CEI, hanno sempre ribadito che non esiste alcun diritto ad avere dei figli, a generare una prole. Nello stesso tempo, i vescovi hanno sempre sottolineato che il figlio "è una persona da accogliere" nel migliore dei modi, assicurandogli il benessere del fisico e dei sentimenti.
       Peccato, però, che simili princìpi siano ignorati in gran parte dei Paesi africani, dove milioni di nuovi nati vengono al mondo in condizioni di estrema povertà, di mancanza di igiene, di mancanza di scuole e di ogni altro minimo parametro di civiltà. Come è possibile che, in queste condizioni, le donne africane continuino a generare fino a 10 e più figli ognuna, pur sapendo che non possono dare a tutti i nuovi nati un minimo di benessere, un minimo di cure? Non è forse questa una vera e propria malvagità nei confronti delle nuove "persone da accogliere" al mondo, che muoiono a milioni di stenti e di malattie? Perché i vescovi, italiani o africani che siano, omettono da decenni di far notare tutto ciò?        
        Le cifre parlano chiaro (fonte, U.S. Census Bureau): nel 1950 l'intera Africa contava appena 229 milioni di abitanti; oggi la sua popolazione si avvicina al miliardo e 200 milioni; mentre fra dieci anni si toccherà il miliardo e 500 milioni. Una follia di cui non si capisce la ragione.....

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