(di Giorgio Mendicini) Roma, 22 giugno 2016 - Mentre gli
italiani si apprestano ad esprimere democraticamente il voto nel
prossimo referendum sulle riforme costituzionali, la Casaleggio &
Associati ha già riscritto – per le Istituzioni dove è presente
il M5S – una Costituzione a proprio uso e consumo, fondata su
principi così autoritari che neppure la suadente propaganda grillina
riesce a occultare. Lo dimostra il fatto che l'aberrante “Codice
etico”, con multa da 150.000 euro, sottoscritto a suo tempo dal
neosindaco di Roma Virginia Raggi, dovrà ora essere accettato anche
da consiglieri e assessori del M5S. La notizia è stata data dal
“Corriere della Sera”, sia pure seminascosta in una pagina
locale.
Ed ecco cosa
dice il contratto-capestro, in perfetto gergo avvocatesco, a dispetto
del principio costituzionale che tutela l'autonomia della politica
come fondamento della nostra democrazia: “Sindaco, assessori e
consiglieri eletti dovranno rispettare il presente Codice” ovvero
“sono tenuti ad operare in sintonia con le indicazioni date dallo
staff”. In altre parole, rappresentanti del popolo,
democraticamente eletti, non potranno ragionare con la propria testa
ma solo ubbidire ad un privato, del quale si conosce poco o nulla.
Pena una salatissima multa, non certo alla portata di questi ragazzi
a 5 stelle che presumono rappresentare il nuovo. Inoltre non si
comprende a cosa si riferisca l'aggettivo “etico”, visto che si
tratta solo di ubbidire allo staff della Casaleggio & Associati.
Ma il
massacro dei principi costituzionali e l'umiliazione dei
rappresentanti a 5 stelle non si fermano qui: infatti, secondo il
contratto-capestro (altro che Codice etico!) gli assessori si
dovranno dimettere se una consultazione sul web o i cosiddetti
garanti del Movimento “decidano per tale soluzione nel superiore
interesse della preservazione dell'identità del M5S”.
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