Siamo 7 miliardi sulla Terra e tra poco saremo 9 miliardi. Una vitalità esplosiva che pare inarrestabile, ma ha un senso?


La popolazione mondiale ha raggiunto, alla fine di questo anno 2014, la rispettabile cifra di 7 miliardi e 300 milioni di persone. E le previsioni  ci dicono che a metà del secolo si supereranno abbondantemente i 9 miliardi di individui. Una vera e propria esplosione di vitalità che sta sovrappopolando il nostro pianeta, e che porta molti di noi a domandarsi se tutto questo abbia un significato, un senso, o addirittura un fine ultimo. Oppure se questa sovrappopolazione mondiale non sia del tutto casuale o attribuibile alla superficialità e all'imprevidenza del genere umano. Domande che ci spingono, in ultima analisi, a riflettere sul senso della vita in generale.
     Per avere dei concreti spunti su come impostare - dentro noi stessi - una riflessione di tal genere, riportiamo qui le risposte (su quale sia il senso della vita) che alcuni noti filosofi, religiosi e uomini di cultura hanno dato in interviste pubblicate nel sito “riflessioni.it”, fondato e curato da Ivo Nardi.

     UMBERTO GALIMBERTI, filosofo: "Io la domanda sul senso della vita non me la pongo affatto, perché il ‘senso’, la parola senso, è una parola che nasce con il cristianesimo e che si ritrova solo all’interno della comunità cristiana. I cristiani concepiscono il tempo come un tempo escatologico - éskhatos è una parola che significa ultimo - dove alla fine si realizza quello che all’inizio era stato annunciato, e allora il tempo acquista un senso perché iscritto in un disegno, in un progetto. I greci invece pensavano che il tempo fosse ciclico (primavera, estate, autunno, inverno) e che quindi gli uomini seguissero il destino della natura. La quale natura non ha senso: è semplicemente la ripetizione della sua vitalità. I greci non si ponevano domande sul senso della vita, perché il loro tempo non era compreso in nessun disegno ma era iscritto in un ciclo che era il ciclo naturale. Ho detto prima, rispondendo alle altre domande, che io sono greco, di mentalità, e che quindi mi pongo in questo ciclo e non mi pongo domande sul senso della vita”.

     ERSILIO TONINI (1914-2013), è stato Cardinale e Arcivescovo di Ravenna: “ Il senso della vita vuol dire la estimazione della vita: che appunto la vita è un bene. E inoltre indica che cosa si può fare con la vita, con la propria esistenza, come la si può usare, come la si può destinare".

     GESHE GEDUN THARCHIN, Lama tibetano: “Per me il senso della vita è vivere con semplicità e aiutare gli altri incondizionatamente”.

    MONI OVADIA, artista e poeta: “Io credo che la vita sia un viaggio! È un viaggio che ha diverse tappe e la tappa finale è uguale per tutti. La vita, il senso della vita è dato dalla qualità del viaggio, dalla qualità dei tuoi compagni di viaggio, dalla ragione per cui viaggi, da ciò che fai durante il viaggio, ovvero, se il viaggio stesso è relazione, edificazione di umanità, di società".

     MASSIMO CACCIARI, filosofo: “ Non saprei cosa dire. Non credo che ci sia ‘il’ senso della vita”.

    ALBERTO OLIVEIRO, medico e docente di psicobiologia: “Non so qual è il senso della vita e penso che sia una di quelle domande a cui è difficile dare una risposta. Ognuno ha un suo senso della vita, certo, ne deve essere consapevole, deve pensare che senso dà a tutta la realtà che lo circonda, al suo futuro, come inquadrare il passato, in questo la memoria aiuta".


     PAOLO ERCOLANI, docente di nuovi media e studioso di storia della filosofia: “ Non c’è un senso della vita. C’è una continua ricerca di senso, che si dispiega attraverso diversi significati a seconda della convinzioni di ciascuno. Dio, il Nulla, l’Ideologia, la Scienza etc., sono tutti «significati» attraverso i quali cerchiamo un senso alla vita. Ma senso non c’è. Cercarlo, piuttosto, è il nostro vivere".
  
   MARIO DE CARO, docente di filosofia: “Non so se oggi ci sia un senso della vita, come lo avevano quanti vivevano in un universo pre-secolarizzato, quando l’universo era dominato da presenze soprannaturali. Oggi il senso della vita non ha più la “S” maiuscola: è una ricerca costante di piccoli sensi, di piccoli miglioramenti, di piccoli aggiustamenti, di tentativi sempre incompleti di adattare il mondo meglio possibile ai nostri desideri".

    GASPARE MURA, teologo e filosofo: “Il senso della vita mi è stato donato dalla fede, che ho incontrato fin da giovane”.



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