"Science": la popolazione mondiale non si stabilizzerà sui 9 miliardi di esseri umani ma supererà forse i 12 verso fine secolo.


       Appena due giorni fa, con un mio post su questo blog, mi ero chiesto che senso abbia l'attuale crescita demografica mondiale, impetuosa e incontrollata. Ora è l'autorevolissima rivista "Science" a lanciare un nuovo e documentato allarme: l'attuale sovrappopolazione del pianeta non sarebbe destinata a stabilizzarsi attorno ai 9 miliardi di esseri umani, come era stato calcolato finora, ma potrebbe superare i 12 miliardi di individui se i ritmi attuali di crescita non verranno ridimensionati. A renderlo noto è un complesso studio, pubblicato su "Science", e condotto da una squadra internazionale di ricercatori coordinati dal professor Adrian Raftery, che insegna statistica e sociologia presso l'Università di Washington. L'analisi di questi ricercatori è basata sui dati più aggiornati raccolti dagli esperti dell'ONU in tutto il mondo.
     Queste conclusioni non sono affatto per me "sorprendenti", come sostiene invece con finto stupore un autorevole settimanale politico italiano nel suo ultimo numero in edicola. Semmai lo sono per tutti coloro che - e sono la stragrande maggioranza, in ogni parte del mondo - hanno preferito finora nascondere la testa sotto la sabbia, illudendosi che la sovrappopolazione non sia un problema e anzi cercando di convincere chi non la pensa come loro che si tratta di una montatura. In prima fila, in questa ottusa fiera delle illusioni - basate non sui dati di fatto ma su ideologie escatologiche - ci sono gli esponenti della Chiesa Cattolica. Dunque, la premessa del nuovo studio è che la popolazione globale continua a crescere al ritmo di 81 milioni di persone all'anno, ossia di un milione ogni 4,5 giorni: infatti, ogni anno nascono sul pianeta circa 140 milioni di esseri umani mentre ne muoiono circa 59 milioni.
      Nel rapporto scientifico coordinato dal professor Raftery si afferma, in sostanza, che ci sono 80 probabilità su 100 di ritrovarsi entro la fine del XXI secolo con una popolazione umana fra 9,6 miliardi e 12,3 miliardi di individui. Tali previsioni smentiscono l’ipotesi finora più accreditata, e da me riportata in un precedente post di questo blog: ovvero che la popolazione mondiale avrebbe raggiunto un picco intorno ai nove miliardi nel 2050 per poi stabilizzarsi o addirittura calare. Secondo Raftery e colleghi, invece, continueremo a crescere per tutto il secolo, e probabilmente anche oltre, superando quasi sicuramente gli 11 miliardi entro il 2100.
       Sempre con finto stupore, l'autorevole settimanale italiano scrive fra l'altro: "Si tratta di una bella gatta da pelare perché questa inattesa (sic!) bomba demografica rischia di esacerbare molti dei grattacapi attuali". E poi cita il famoso naturalista David Attenborough, il quale sostiene che "non s’è mai visto un problema che non sarebbe più facile risolvere se ci fossero meno persone".
      Tornando al rapporto del professor Raftery, si legge che a parere degli autori "una crescita di popolazione così rapida rappresenta una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale". Su quest'ultimo punto, aggiungo io, basta citare i movimenti xenofobi e antimmigrati che stanno crescendo in tutta l'Europa continentale, oltre che in Gran Bretagna, con una "rabbiosa vitalità" che è direttamente proporzionale al crescere impetuoso della sovrappopolazione mondiale. La quale ultima provoca quel movimento incontrollato, e forse incontrollabile, dell'immigrazione clandestina verso l'Europa che molti tentano (nel loro patetico linguaggio "politicamente corretto") di mascherare e di nascondere dietro l'ambigua figura di profughi.

Commenti