"Science": la popolazione mondiale non si stabilizzerà sui 9 miliardi di esseri umani ma supererà forse i 12 verso fine secolo.
Nel rapporto scientifico coordinato dal professor Raftery si afferma, in sostanza, che ci sono 80 probabilità su 100 di ritrovarsi entro la fine del XXI
secolo con una popolazione umana fra 9,6 miliardi e 12,3 miliardi di
individui.
Tali previsioni smentiscono l’ipotesi finora più accreditata, e da me riportata in un precedente post di questo blog: ovvero che
la popolazione mondiale avrebbe raggiunto un picco intorno ai nove miliardi nel
2050 per poi stabilizzarsi o addirittura calare. Secondo Raftery e
colleghi, invece, continueremo a crescere per tutto il secolo, e
probabilmente anche oltre, superando quasi sicuramente gli 11 miliardi entro il 2100.
Sempre con finto stupore, l'autorevole settimanale italiano scrive fra l'altro: "Si tratta di una bella gatta da pelare perché questa inattesa (sic!) bomba demografica rischia di esacerbare molti dei grattacapi attuali". E poi cita il famoso naturalista David Attenborough, il quale sostiene che "non s’è mai visto un problema che non sarebbe più facile risolvere se
ci fossero meno persone".
Tornando al rapporto del professor Raftery, si legge che a parere degli autori "una crescita di popolazione così rapida rappresenta una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale". Su quest'ultimo punto, aggiungo io, basta citare i movimenti xenofobi e antimmigrati che stanno crescendo in tutta l'Europa continentale, oltre che in Gran Bretagna, con una "rabbiosa vitalità" che è direttamente proporzionale al crescere impetuoso della sovrappopolazione mondiale. La quale ultima provoca quel movimento incontrollato, e forse incontrollabile, dell'immigrazione clandestina verso l'Europa che molti tentano (nel loro patetico linguaggio "politicamente corretto") di mascherare e di nascondere dietro l'ambigua figura di profughi.
Tornando al rapporto del professor Raftery, si legge che a parere degli autori "una crescita di popolazione così rapida rappresenta una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale". Su quest'ultimo punto, aggiungo io, basta citare i movimenti xenofobi e antimmigrati che stanno crescendo in tutta l'Europa continentale, oltre che in Gran Bretagna, con una "rabbiosa vitalità" che è direttamente proporzionale al crescere impetuoso della sovrappopolazione mondiale. La quale ultima provoca quel movimento incontrollato, e forse incontrollabile, dell'immigrazione clandestina verso l'Europa che molti tentano (nel loro patetico linguaggio "politicamente corretto") di mascherare e di nascondere dietro l'ambigua figura di profughi.
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